Visualizzazione post con etichetta infusi e decotti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta infusi e decotti. Mostra tutti i post
mercoledì 18 maggio 2011

Nella mia esperienza di raccoglitrice in alcuni anni non bastava il raccolto di piante attive per fini medicinali. Fu allora che mi interessai di come funzionasse la diluizione omeopatica e, devo dire, che la sperimentai e l’applicai con discreto successo, oltre che ai preparati erboristici, anche ai farmaci allopatici che si usavano in famiglia, specialmente per bambini e anziani. La dinamizzazione o potentizzazione è un procedimento con cui si riesce a far emergere nuove proprietà da una sostanza medicamentosa, diluendola e sottoponendola ad una serie di scuotimenti (succussioni). Fu proprio Hahnemann, lo scopritore dell’Omeopatia, a chiamare questo scuotere la sostanza "dinamizzazione" e scrisse in proposito: "le dinamizzazioni omeopatiche, sono realmente in grado di risvegliare nelle sostanze naturali delle proprietà medicamentose che restano celate fintanto che esse sono nello stato grezzo". Il processo di dinamizzazione può essere usato con sostanze prese da tutti i regni della natura. Le sostanze solide vengono raschiate o triturate mescolandole con una certa quantità di lattosio come diluente inerte; quelle liquide vengono diluite utilizzando acqua o alcool. La soluzione ottenuta viene poi scossa vigorosamente al fine di liberare l'energia dinamica racchiusa nei suoi atomi. Per farsi una immagine di ciò che avviene durante la dinamizzazione, possiamo immaginarci una cascata; vi noteremo una sottile dispersione e nebulizzazione. Per brevi momenti l'acqua sembra liberarsi dalla forza di gravità, le sue goccioline si mescolano infatti all'aria finché non tornano a cadere. Ecco, si, nel processo della dinamizzazione, abbiamo una situazione simile a quella della cascata. Ogni particella della sostanza o della diluizione da trattare, viene in intimo contatto con ogni parte della sostanza diluente, creando così una situazione finemente energetica, che mette in evidenza, passaggio dopo passaggio, aspetti celati della sostanza utilizzata. 
 ....................


giovedì 29 luglio 2010
Le fumigazioni di vapore vaginali, oggi in assoluto disuso, erano invece eccezionali metodiche per ridurre gli effetti di patologie quali, ad esempio, la Candida albicans e il Tricomonas.
Un tempo si usavano: Malva, Camomilla e Calendula, a cui si potevano aggiungere anche Elicriso fiori e Lavanda fiori. Queste piante sono sempre state particolari alleate per il mondo femminile di ogni età.
Si procedeva in questo modo:
si preparava un decotto con un litro e mezzo circa di acqua a cui si aggiungevano -a freddo- un pugno di Malva fresca, Camomilla (3 bustine, se reperite in erboristeria) e un pugno di Calendula ( fiori e foglie fresche ), si portava a ebollizione per la durata di una decina di minuti e poi si versava il tutto in una bacinella. Quindi, si poneva la bacinella in terra, (o su una seggiolina), si ci avvolgeva un grande asciugamano intorno alla vita e si lasciavano salire i vapori…pian piano, evitando l’eccessivo calore per non “scottarsi”.. Ci si posizionava sulla bacinella fumante per la durata di circa 15 minuti.
Si usava tale pratica ogni mese alla fine del mestruo e si ripeteva ogni volta che se ne sentiva la necessità. Nei casi di disturbi più insistenti, si poneva nel decotto un pizzico di bicarbonato, e con acqua e bicarbonato F.U, reperibile in farmacia, si usava lavarsi ogni giorno, come prevenzione e igiene delle parti intime.
Il solo ‘fumento’ di Malva era utile, per tutti, anche in caso di emorroidi.
Studi sul bicarbonato e Candida albicans sono stati presentati dall’oncologo dott. Simoncini.
(a tal proposito ricercare nel web ulteriori informazioni)
..................
venerdì 5 marzo 2010
La primavera sta arrivando, anche se Marzo è fra i mesi più famosi per gli sbalzi climatici, che a molti risultano fastidiosi. Una volta ci si preparava anche internamente con una depurazione, equilibrando sia la varietà dei cibi che bevendo acqua tiepida per dare energia alla nostra milza. Quando ho tempo e il clima delle giornate lo permette, cerco nei campi soprattutto lampacioni, ortiche e cicorie selvatiche da cucinare; generalmente, soffriggo i lampacioni con un poco di olio di girasole (da spremitura a freddo biologico) in una capiente padella e poi aggiungo prima le ortiche a crudo e poi le cicorie selvatiche preventivamente lessate. Faccio cuocere ancora un poco e poi le mangio con del riso integrale o basmati lessato come primo, oppure come contorno insieme a proteine e poco pane integrale a lievitatura naturale ..
Ma cosa sono i Lampacioni ?


Il lampacione é la Muscari comosum (L.) Miller. Nomi volgari: Cipollaccio, Cipollaccio col fiocco, Lampascione. Etimologia: dal greco moderno moschàri ="giacinto a grappolo" o dal greco classico mòschos ("muschio") mentre il nome specifico dal latino comosum = chiomato (in relazione al fiocco).
L. sta per Leopoldia perché il genere è stato dedicato al Granduca di Toscana Leopoldo II. Distribuzione, habitat, fioritura: Distribuita ovunque nella regione mediterranea, più frequente a sud, cresce nei luoghi erbosi, dal mare alla regione montana, preferendo campi coltivati, prati, argini e cigli stradali., dove fiorisce da Marzo a Maggio.
Proprietà ed usi: Ha proprietà diuretiche ed emollienti e tra i suoi principio attivi sono zuccheri e mucillagini. E’ una pianta con proprietà molto vicine a quelle della cipolla, e viene usata per stimolare le secrezioni urinarie e, per uso esterno, quale emolliente e rinfrescante su pelli irritate, secche e foruncolose. In cucina il bulbo sotterraneo di questa pianta trova gli stessi impieghi delle cipolle: crudo nelle insalate o cotto come componente dei sughi o lessato o in agrodolce. Viene anche conservato sottaceto per antipasti o contorni. Il loro caratteristico sapore amarognolo, che non tutti gradiscono, può essere attenuato con la bollitura, prima di procedere alla realizzazione del piatto che si desidera preparare
Curiosità: in Spagna è chiamata Hierba de los amores, e Dioscorides attribuiva ai suoi bulbi proprietà calorifiche e stimolanti il coito
*******
In questi periodi, da Marzo ai primi di Maggio, in genere, mi piace molto bere una tisana di Arancio dolce e fiori di Tiglio come bevanda di conforto. Mentre una volta al giorno uso preparmi per 28 giorni di seguito circa, un decotto depurativo con le erbe prese in una erboristeria di fiducia (preferisco comprare 50 gr di ogni pianta e pesare la tisana composta da me, questo perché me ne faccio poi barattoli miscelati diversamente, per esempio all’inizio la uso completa come ve la descrivo per una settimana circa, poi elimino la Liquirizia o la Menta o entrambe, perché sono sapori che, anche se mi piacciono poi, personalmente, li sopporto per poco :


Decotto Depurativo
TARASSACO radice 20 gr.
CICORIA radice 15 gr.
BARDANA radice 15 gr.
BETULLA foglie 20 gr.
ARANCIO DOLCE scorza 10 gr.
MENTA foglie 10 gr.
LIQUIRIZIA radice 10 gr.
Un cucchiaio raso da tavola di miscela
per ogni tazza di acqua fredda.
Bollire per 10 minuti, filtrare.
Tre tazze al giorno lontano dai pasti
.




Per chi in questo periodo o durante l’anno avesse bisogno di un infuso rilassante, ho trovato buona questa ricetta, da cui se non piace o non si tollera un sapore o una pianta, si può sempre eliminare. E’ la loro “unione” ad ottenere l’effetto rilassante, è vero, ma a volte a me da' fastidio il sapore della Lavanda e allora la elimino, sostituendola con l’equivalente in peso, con i fiori di Calendula.

Infuso Rilassante
PASSIFLORA INCARNATA foglie 25 gr.
ASPERULA odorosa
foglie 20 gr.
TIGLIO fiori 15 gr.
ARANCIO DOLCE fiori 15 gr.
CAMOMILLA MATRICARIA fiori 15 gr.
LAVANDA fiori 10 gr.
Un cucchiaio da tavola raso di miscela per ogni tazza di acqua bollente.
Lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare.
( Indicato per combattere l'insonnia )
Una tazza la sera.
............
PS: le foto sono prese dal web e la terza é sempre la pianta del Muscari o Lampacione, in fase di seme.
.............
venerdì 5 febbraio 2010
L’acqua calda è un toccasana per molti di noi, ed in qualunque stagione. Appena svegli, mentre si prepara (per chi usa farla) la prima colazione, è appropriato bere un bicchiere di acqua calda + uno di acqua a temperatura ambiente (o il contrario, se si preferisce), é una buona abitudine per il nostro apparato digerente, intestino compreso! Un infuso rilassante poi, bevuto alla sera prima di coricarsi, o magari solo dell’acqua calda, ci renderanno il sonno migliore. Dopo un pasto sconclusionato o mangiato in fretta, a volte capita di sentire lo stomaco “sottosopra”. Acqua calda con infuso uno spicchio di limone (il famoso “canarino” ) oppure: un pizzico di bicarbonato di sodio (FU, da prendere in farmacia, perché in quelli del supermercato potrebbero essere presenti dosi eccessive di metalli pesanti, non sempre purificati) e così proveremo, dolcemente, a riportare la digestione in una nuova fase, più armonica. A casa mia si usava aggiungere il pizzico di bicarbonato al “canarino” e “friggeva” tutto come spumante, ci dicevano di berlo mentre “spumeggiava” e devo dire che..funzionava bene!
I benefici delle acque calde continuano, con la loro bollitura e l’uso dei suoi vapori, vediamo come: Per realizzare i differenti preparati di seguito elencati, si raccomanda di non usare utensili di alluminio, ferro o rame.
INFUSO: È il metodo più usato per estrarre i poteri curativi da fiori e foglie.
Consiste in una soluzione ottenuta sottoponendo alcuni minuti una pianta all’azione dell’acqua bollente. Si ottiene mettendo le parti della pianta in un recipiente adeguato, tipo teiera, aggiungere acqua bollente, coprire e lasciar riposare da 3 a 20 minuti (o più, a seconda della pianta). Filtrare.
L’infuso si usa per via interna, caldo o tiepido, mai freddo, e può essere dolcificato con poco miele. Per l’uso esterno di un infuso, seguire le stesse applicazioni del decotto.

DECOTTO: È il procedimento che si usa per estrarre i poteri curativi da cortecce, radici, semi, ma anche da foglie e steli. Si ottiene facendo macerare la pianta in acqua fredda per 5, 10 minuti, poi si porta a ebollizione, da prolungare dai 5 ai 20 minuti o più, a seconda della pianta da trattare, in un recipiente chiuso con coperchio. (le radici e le cortecce si fanno bollire più a lungo di foglie e steli).
Si ritira dal fuoco, si lascia riposare qualche minuto e si scola con un passino con una tela fine.
APPLICAZIONI DI DECOTTI E INFUSI: il decotto può essere usato per via interna, sorseggiato tiepido o freddo, (può essere dolcificato con poco miele). Per via esterna decotti e infusi trovano applicazione nelle seguenti forme:
COMPRESSE, PEZZE: si immerge nel decotto (caldo, freddo o tiepido a seconda dell’effetto desiderato) un panno pulito, si spreme e si colloca sulla parte affetta. Le compresse si applicano in genere per far maturare gli ascessi, curare infezioni della pelle, decongestionare e alleviare il dolore.
BAGNI, SEMICUPI, PEDILUVI: con il decotto di erbe prescritte si applica il bagno tiepido o caldo sulla zona affetta. I bagni e i semicupi si usano, generalmente, per tonificare, purificare e rilassare l’organismo.
LAVAGGI e fumenti VAGINALI ( oggi in assoluto disuso, erano invece eccezionali per ridurre fastidiose patologie come la candida e il tricomonas, oppure per le emorroidi. Si procede in questo modo: in una bacinella versare un decotto di camomilla (anche le bustine reperite in erboristeria) e calendula, che abbiano bollito insieme per 10 minuti. Quindi, porre la bacinella in terra o in altra posizione più comoda, un asciugamano grande intorno alla vita e…pian piano (rispetto all’eccesso del calore che è da evitare per non provocarsi scottature) ci si posiziona sempre più vicini, sopra al fumo che emana dalla bacinella fumante, per la durata di circa 15, 25 minuti. Da ripetere, se possibile, due volte al giorno. Sarebbe meglio applicare, alla fine, un unguento adatto; oppure un oleolito di calendula fiori. Per la zona anale, in mancanza d’altro, si può usare un poco di olio o di burro.

E ancora, per : INALAZIONI, CLISTERI, FUMENTI, GARGARISMI, SCIACQUI

Per alcuni dolori esterni del nostro corpo, là dove è consigliato, la “borsa” dell’acqua calda é sempre un piccolo, grande e valido aiuto.