lunedì 23 maggio 2011

Siamo nel tempo migliore per iniziare a preparare speciali conserve di erbe che serviranno durante il resto dell’anno per condire soffritti, sughi, minestre e intingoli vari. I verdi aromi, era il nome con cui li chiamava mia nonna, la quale non si era mai fidata del contenuto del “dado da brodo” (1) che vendevano, (la carne, quando voleva cucinarne un brodo, eventualmente, l'aggiungeva lei fresca) e diceva che la sua "formula" di sapori era di gran lunga migliore. La sua ricetta classica  era questa:

500 gr. di cipolle
500 gr. di carote
500 gr. di sedano
500 gr. di sale fino
100 gr. di prezzemolo
100 gr. di basilico
50 gr.di aglio
50 gr. di rosmarino


Si tritano tutte le erbe insieme con una mezzaluna e su un ampio tagliere di legno.
Si mette poi il trito a scolare qualche ora in un colino, per eliminare l'eventuale acqua presente nelle verdure.
Poi, invasare in contenitori di vetro (da preferire quelli più piccoli) e conservare, anche fuori frigo, al buio e al fresco.
Oppure,
per chi non sopportasse il sale,
mettere il trito d'erbenei vasetti, pressarle bene e aggiungere olio extravergine.di oliva.



Spesso, in questo tipo di preparazione, preferisco sostituire ai 500 gr di sedano, 250 gr di Maggiorana Origanum majorana L, meglio conosciuta come Persia, e 250 gr. di Timo (Timus vulgaris oppure Timo serpillo), ma si possono usare tutte le erbe che preferiamo, secondo il gusto che vogliamo dare alle nostre pietanze.
Ad esempio, una ricetta che faccio spesso è questa:
100 gr. di rucola
50 gr. di basilico
1 o 2 pizzichi di polvere di alga spirulina
un pizzico di sale rosa
una manciata di:
noci, mandorle, pinoli, semi di zucca
frullo elettricamente il tutto e invaso con olio extravergine di oliva. Lo uso durante la settimana così a crudo sul pane, come condimento sul riso o nelle insalate più varie.
............ 
(1) e, secondo me, aveva ragione !.


La scoperta del dado da brodo risale ai primi anni dell'Ottocento, quando il farmacista francese Antoine-Auguste Parmentier (1737-1813), su richiesta dell'esercito francese, propose patate ed estratti di carne per sfamare i soldati impegnati contro la reintroduzione della monarchia in alcuni stati europei. La sua idea, in parte respinta, fu ripresa da Justus von Liebig (1803-1872) che, considerato l'inventore del dado da brodo, si limitò, in realtà, ad applicare su scala industriale l'idea di Parmentier. La ricetta originale prevedeva l'impiego di brodo, ottenuto con carne di bue e sale, ingrediente fondamentale per la sua conservazione. Per produrre 1 kg di estratto erano necessari ben 30 kg di carne.  A parte le tossine presenti nelle carni animali allevate  e la nocività accertata del glutammato con cui é conservato, non ci vuole poi molto a prepararsi da se un "dado vegetale " , no ? 
...
mercoledì 18 maggio 2011

Nella mia esperienza di raccoglitrice in alcuni anni non bastava il raccolto di piante attive per fini medicinali. Fu allora che mi interessai di come funzionasse la diluizione omeopatica e, devo dire, che la sperimentai e l’applicai con discreto successo, oltre che ai preparati erboristici, anche ai farmaci allopatici che si usavano in famiglia, specialmente per bambini e anziani. La dinamizzazione o potentizzazione è un procedimento con cui si riesce a far emergere nuove proprietà da una sostanza medicamentosa, diluendola e sottoponendola ad una serie di scuotimenti (succussioni). Fu proprio Hahnemann, lo scopritore dell’Omeopatia, a chiamare questo scuotere la sostanza "dinamizzazione" e scrisse in proposito: "le dinamizzazioni omeopatiche, sono realmente in grado di risvegliare nelle sostanze naturali delle proprietà medicamentose che restano celate fintanto che esse sono nello stato grezzo". Il processo di dinamizzazione può essere usato con sostanze prese da tutti i regni della natura. Le sostanze solide vengono raschiate o triturate mescolandole con una certa quantità di lattosio come diluente inerte; quelle liquide vengono diluite utilizzando acqua o alcool. La soluzione ottenuta viene poi scossa vigorosamente al fine di liberare l'energia dinamica racchiusa nei suoi atomi. Per farsi una immagine di ciò che avviene durante la dinamizzazione, possiamo immaginarci una cascata; vi noteremo una sottile dispersione e nebulizzazione. Per brevi momenti l'acqua sembra liberarsi dalla forza di gravità, le sue goccioline si mescolano infatti all'aria finché non tornano a cadere. Ecco, si, nel processo della dinamizzazione, abbiamo una situazione simile a quella della cascata. Ogni particella della sostanza o della diluizione da trattare, viene in intimo contatto con ogni parte della sostanza diluente, creando così una situazione finemente energetica, che mette in evidenza, passaggio dopo passaggio, aspetti celati della sostanza utilizzata. 
 ....................


sabato 14 maggio 2011




Preziosi son tutti i semi in quanto in essi è racchiusa la magia di una nuova pianta. Per la nostra alimentazione, specialmente per chi vuole eliminare latticini e carni, sono una vera ricchezza e si possono utilizzare anche in caso di diabete, gotta, ipercolesterolemia, ipertensione, celiachia e sovrappeso, non ci sono controindicazioni, tranne quella di consumarne piccole quantità al giorno, possibilmente di qualità diverse (come del resto è consigliabile per tutti i semi oleaginosi) per non provocarsi squilibri. In pratica, essi vanno considerati degli integratori dietetici, alla stregua di certi preparati farmaceutici che oggi sono molto di moda. Il vantaggio è che costano meno e spesso sono anche molto stuzzicanti. C’è poi da tener presente che i semi germogliano facilmente e possono quindi essere utilizzati anche sotto questa forma, molto più digeribile e rinfrescante. I semi oleaginosi: devono essere consumati entro l’anno di produzione e conservati in luoghi freschi, asciutti e al riparo dalla luce, poiché i grassi presenti si alterano facilmente formando perossidi e radicali liberi sfavorevoli per la salute, e andrebbero soprattutto scelti i semi provenienti da coltivazioni biologiche. I semi sono da sempre utilizzati per arricchire la cucina mediterannea, anche se adesso preferisco appuntare alcune delle loro incredibili proprietà:




Semi oleosi di girasole. Sono una buona sorgente di vitamine B1, B2, E, D, magnesio (minerale antistress), ferro e contengono numerosi oligoelementi come cobalto, manganese, zinco e rame. Possiedono inoltre delle proteine più facilmente utilizzabili di quelle della soia e un’elevata concentrazione di acido linoleico, uno dei precursori degli acidi grassi essenziali. C’è poi da aggiungere la presenza di fenoli, principi attivi a cui sono state riconosciute proprietà preventive nei confronti delle malattie degenerative e in particolare di tumori e arteriosclerosi.
Semi oleosi di zucca. Conosciuti nella tradizione popolare per le loro proprietà vermifughe, contengono cucurbitina, sostanza che favorisce il distacco dei parassiti dalle pareti intestinali e sembra avere un interessante effetto preventivo nei confronti delle malattie della prostata, tumori compresi. La presenza di magnesio, vitamina E, selenio e acido linoleico contribuiscono a migliorare il tono muscolare della vescica. Il risultato del loro uso costante è quindi la prevenzione di tutti i disturbi causati dall’ingrossamento prostatico che colpiscono gli uomini con il passare degli anni.
Più poveri di acidi grassi polinsaturi dei semi di girasole, hanno una maggiore concentrazione di proteine e un’analoga composizione di minerali e vitamine. La dose preventiva e/o curativa suggerita è di due tre cucchiai al giorno.
Semi oleosi di sesamo. Diffusi come aromatizzanti nella cucina meridionale, in particolare siciliana, costituiscono la base di molte preparazioni orientali. In Oriente li considerano stimolanti e ricostituenti del sistema nervoso, utili nelle convalescenze e nei periodi di superlavoro mentale. Tra i principi nutritivi presenti è da segnalare la particolare ricchezza di minerali come magnesio, silicio, fosforo e ferro. Ne bastano da mezzo a un cucchiaino al giorno..
Semi oleosi di lino: Da sempre usati nella medicina popolare per il loro potere lassativo ed emolliente, i semi di lino non possiedono qualità culinarie apprezzabili. Sono infatti quasi insapori. Tuttavia hanno interessanti proprietà curative. Oltre ai principi nutritivi già menzionati per gli altri semi (da ricordare, in particolare, l’elevatissimo contenuto di acidi grassi polinsaturi) possiedono mucillagini che li rendono raccomandabili come coadiuvanti nella prevenzione della stipsi. Ne basta un cucchiaio al mattino, a digiuno, da accompagnare con almeno 1/4 di litro di acqua, tisane o succhi di frutta. Lo stesso dosaggio può aiutare anche chi soffre di bruciori di stomaco. Per uso esterno,si utilizzano sotto forma di cataplasma in caso di catarro bronchiale. Un dosaggio alimentare elevato e prolungato nel tempo è controindicato.
Semi Oleosi: Noci.Tradizionalmente diffuse nell’alimentazione mediterranea, ricche di minerali e grassi polinsaturi di eccellente qualità, ma soprattutto ricchissime di quelli essenziali sia omega-3 (addirittura più del 9%) che omega-6 (33%), che nell’organismo producono le frazioni omega-3 EPA e DHA, quelle veramente importanti, presenti allo stato puro solo nel fegato e grasso dei pesci. Molto utile nelle diverse patologie cardiovascolari. Un consumo ottimale è di 2-3 noci al giorno.
Semi Oleosi: Mandorle.Contengono il 12% di acido linoleico, grasso essenziale omega-6, il 32% di acido oleico e notevoli quantità di vitamina E, rame e manganese.
Semi Oleosi: Nocciole.Contengono quasi l’8% di acido linoleico omega-6 e il 45% di acido oleico e molta vitamina E, rame e manganese.
Semi Oleosi: Pistacchi.contengono notevoli quantità di vitamina B6 e rame.
Semi Oleosi: Arachidi.In realtà è un legume, ma sempre seme oleoso: contiene acido linoleico al 15%, oleico al 24%, vitamina E, B3 (niacina), manganese.
Semi oleosi: Canapa.Tra i semi più ricchi e preziosi per l'organismo umano ci sono i semi di canapa. Un seme di canapa contiene il 60% di Omega 6, il 25% di Omega 3 e il 4% di Acido gamma Linoleico (GLA) molto utili per combattere la depressione.
E..il Lupino : Come tutti i legumi, i lupini hanno un buon potere energetico, sono un ottima fonte di ferro, potassio e vitamina B1 (vitamina che favorisce la trasformazione dei carboidrati in ENERGIA. Il principio attivo contenuto in questa leguminosa è la lupanina è un alcaloide, ossia una sostanza organica dotata di proprietà medicamentose. Notevole il contenuto proteico dei lupini: circa il 43%, quindi dello stesso ordine di grandezza di quello della carne rossa. Qualcuno dirà: “si tratta di proteine vegetali, quindi incomplete!”. Niente affatto, in  realtà il contenuto degli aminoacidi delle proteine del lupino è ottimale, presentando un picco di arginina, un aminoacido semi-essenziale indicato nei casi di astenia e debolezza muscolare. Inoltre l’arginina interviene nel processo di spermatogenesi. Al pari delle altre leguminose, i lupini contengono un’ottima quantità di fibra, addirittura superiore a quella contenuta nella soia.


Essendo vegetariana sono golosa di  lupini a merenda o dopo cena e uso sempre una piccola miscela mista di vari semi tutti i giorni, generalmente aggiunti nelle insalate o come pasto fuori casa, e mi ci trovo molto bene :-)!

.………………………………………………….


lunedì 21 febbraio 2011
Anche se mi piace raccogliere erbe spontanee alimentari, ho coltivato per svariati anni un piccolo orto biologico-tradizionale. Iniziai chiedendo il parere ai miei vicini i quali, vivendo nel territorio da generazioni, mi consigliarono le date migliori per le coltivazioni.
Pur provando soddisfazione (con tanta fatica e buoni risultati ), qualcosa non mi convinceva. E’ che da sempre siamo abituati a pensare che coltivare sia un’attività totalmente dipendente da ciò che noi facciamo, troppo spesso tendiamo a dimenticarci della saggia complessità dei sistemi naturali, cercando di sostituirci ad essi nella convinzione di poterli controllare. In realtà, almeno per me che ho poche esigenze, l’orto tradizionale non aveva molto senso.
Fino a quando ricercando in internet, ho trovato interessanti informazioni sull’Orto Sinergico e sulla Permacoltura. Quel che ho letto e visionato nei video mi ha convinto a provarne la pratica. Ho riciclato materiali che avevo e, siccome ho quasi ultimato i semplici impianti, mediterò al meglio le sinergie fra le colture da porre a dimora per agevolare il terreno, come ad esempio porre in consociazione alternate fra loro:
una leguminosa (come pisello, fagiolo, fagiolino, ceci, lenticchie ecc.)
una liliacea (come aglio, porro, cipolla ecc. ),
una " ortifera" scelta fra insalate, cicorie, pomodori, melanzane, zucchine ecc.,
e fiori come calendula nasturzio, viole ecc.
Questa alternanza di piante pare le rafforzi rendendo sempre più fertile il terreno anno dopo anno. L’orto e l’aiola sinergici sono un processo di integrazione tra ambiente naturale ed esigenze personali, fattibili ovunque, anche su un balcone di città. (Per migliori informazioni consiglio la lettura di alcuni fra i siti più qualificati :
http://www.permacultura.it/definizioni.html
http://selvatici.wordpress.com/quaderni-dellortigiano/orto-sinergico/
http://bionieri.ning.com/
..E fu così che il futuro del mio orto venne affidato al mio minimo impegno e soprattutto alle cure amorevoli della Terra :- ). Mi sembra di aver capito che nel tempo, non mi sarà richiesta più alcuna lavorazione (e nemmeno compattamento) del suolo e, come già detto, nessuna concimazione Solo pacciamatura vegetale permanente da rinnovare ed eventualmente sfoltire alcune specie medicinali (ossia le erbacce !).
Vi farò sapere strada facendo come procede.……
un simpatico video di Orto Sinergico in città trovato su you tube: I miei Complimenti all'autore !

.....

sempre vicino casa con terra riportata dal bosco, sto ultimando impiando idrico fatto con tubi di gomma bucati a mano per impianto a goccia. I pali verdi che vedete sono di un vecchio stenditoio che non uso più. Mi serviranno per creare dei supporti per le piante rampicanti.



Aiola con terra di riporto dal bosco, costruita vicino casa su tufo compatto, usando vecchie tegole romane

.....
venerdì 17 settembre 2010
Nella tradizione popolare sembra dimenticato il potere benefico delle bacche d’alloro che vengono usate per lo più in cucina o per fare qualche liquore. I miei nonni usavano la polvere di bacche d’alloro per preparare sia un olio sia uno sciroppo medicamentoso e padre Vittorio Baroni ci ha comunicato la sua esperienza per debellare “virus” moderni, che lui affermava derivare dal bacillo di Koch. (vedi il libro “Dodici Piante per i mali del secolo, edizioni Cantagalli-Siena - pag. 91) Fatto sta che le bacche d’alloro sono utili in molte malattie della pelle, reumatismi, asma, bronchiti, allergie e alcune forme di depressione nervosa. Le bacche si raccolgono fra Ottobre e, giornate asciutte e soleggiate permettendo, la fine di Novembre; devono essere sane e ben mature. Si pongono in una cesta ad asciugare all’ombra per due, tre mesi, rivoltandole spesso. Quando le sentite più leggere e asciutte, si conservano in sacchetti di carta, lontano da umido e muffe.

Per fare la polvere: pestare in un mortaio di legno o meglio se di pietra, un pugno di bacche seccate, fino a polverizzarle, porre poi in un barattolo di vetro a chiusura ermetica. Generalmente, si usa assumerne come quantità la punta di un cucchiaino di polvere, che si mette in un ostia alimentare, poi si chiude l’ostia e la si inghiotte con abbondante acqua, meglio se prima dei pasti. (le ostie si trovano in farmacia o una buona erboristeria)
.......
Oleolito ( o olio) di bacche di alloro secondo la ricetta di Padre Vittorio Baroni : frantumare nel mortaio le bacche seccate e metterle in un contenitore (bottiglia o vaso di vetro, divisi idealmente in cinque parti, l’ultima va lasciata vuota -come da immagine) nella proporzione di una parte di polvere e tre parti di olio extravergine di oliva spremuto a freddo (possibilmente da coltivazioni biologiche), quindi si pone il contenitore al caldo, vicino la stufa o il calorifero per un mese, agitando tutti i giorni. Dopo, NON SI FILTRA tutto, solo quel tanto da versare in una boccetta di vetro scuro con tappo a vite, e il resto si lascia nel contenitore, in modo che la polvere continui a trasmettere l’attività benefica all'olio.
Alcuni anziani, invece, l’olio d'alloro lo filtravano tutto e ri-aggiungevano, per un mese ancora, polvere ‘nuova’ di bacche. Spalmando o applicando delle garze umide d’olio d’alloro sulla parte, si usava lenire le contusioni, le slogature, i reumi, le artrosi ossee e i muscoli, si spalmava anche sul petto e sulla schiena riscaldando la dose da usare a bagno – maria, per la bronchite acuta e gli attacchi di tosse.
Tintura (o alcolito) di bacche d’alloro secondo padre Vittorio Baroni: si segue lo stesso procedimento per l’olio, solo che nella bottiglia o vaso di vetro si aggiunge grappa a 50° o, in mancanza, si può usare anche alcol da liquori “ridotto” a 50°. Si lascia al caldo agitando tutti i giorni per un mese e dopo, anche qui, non si filtra tutto, ma solo la quantità desiderata, ponendola in una boccetta di vetro scuro con contagocce. Generalmente se ne usano da 5 a 10 gocce in un pochino di acqua tiepida, si da permettere all’alcol di ‘svaporare’.
( E’ proprio con questa stessa tintura e con l’aggiunta di poco limone o finocchio selvatico semi, che a me piace fare un liquore molto digestivo da sorseggiare piano (ne bastano uno o due cucchiai) nel caso di ‘mangiarini’ troppo abbondanti).
Sciroppo di alloro secondo Padre Vittorio Baroni : Si prepara a parte uno sciroppo semplice con le seguenti proporzioni : 180 grammi di zucchero + 100 grammi di acqua. Ad un litro di sciroppo così ottenuto, poi, a freddo, si aggiungano 50-70 grammi di tintura alcolica di nacche d'alloro e si agiti a lungo. “In tal modo i principi terapeutici della pianta assorbiti dall’alcol, vengono incorporati nello sciroppo “ (pag. 206 del testo su citato). Le dosi da prendere sono, generalmente, di un cucchiaino prima dei tre pasti.
La mia personale esperienza con lo sciroppo di alloro è che, oltre ad avermi aiutato tanti anni fa a vincere forme di allergia, nei casi di tosse e raffreddamento esso è impareggiabile e buon conforto; a volte aggiungo una-due gocce di olio essenziale di timo, più una o due gocce di eucalipto, più una o due gocce di olio essenziale di pino mugo, in una bottiglia da 200cc. da agitare ogni volta prima di assumerlo.
PS:
Per chi cercasse un medico esperto di questo tipo di fitoterapia, specialmente per i bambini, segnalo: Maurizio Sberna, medico chirurgo, specializzato in pediatria, fitoterapia. Allievo di Padre Baroni, mette in pratica i risultati delle sue ricerche nell’ambito della fitoterapia e della radiestesia. Lavora all’ospedale di Viterbo
………………………
venerdì 3 settembre 2010
Fra le piante nate tutte in uno stesso luogo, troveremo che non tutte curano alla stessa maniera.
Infatti, fra due piante ugualissime ci può essere una differenza di attività curativa. La vitalità curativa di una pianta dipende oltre che dal giusto terreno, dall’esposizione, dal microclima, anche da come essa stessa metabolizza i nutrienti, “ognuna possiede un proprio carattere” mi raccontavano gli anziani quando ero bambina, ed ecco perché mi trovai a distinguerle non solo con l’osservazione e “l’assaggio”, ma usando un gioco tradizionale, che era il 'pendolo radiostetico'.
Non avrei mai immaginato di trovare poi, nel mio cammino, medici e studiosi che avevano capito la stessa cosa e che curavano seguendo gli stessi principi. Scoprii 15 anni fa gli studi di Padre BARONI VITTORIO, che nacque il 30 luglio 1911 a Vecchiano, in provincia di Pisa, e morì a Siena il 7 gennaio 1990. Ha operato per anni con la fitoterapia e radiestesia applicata all'indagine diagnostica. Ha conseguito rilevanti risultati scoprendo le proprietà ancora sconosciute di alcune piante. Nello stesso tempo ha sviluppato una spiccata sensibilità radiestesica esercitandola particolarmente nella diagnosi e nella cura dei mali del secolo. In particolare del cancro. La sua si chiama cura fitoradiestesica. Il suo testo "Dodici piante per i mali del secolo" , edizioni Cantagalli, Siena, scritto non solo per presentare alla medicina ufficiale il suo lavoro, ma soprattutto per insegnare a TUTTI come prepararsi i medicamenti. Per chi ha possibilità di recarsi fuori città e ricercare zone selvatiche non trattate da pesticidi e ogm, insegno ancora come fare a trasformare le piante in medicamenti, e non è così difficile imparare la radiestesia per riconoscere l’attività delle piante e dei preparati…
Per chi fosse interessato ad approfondire tale studio, scrivere alla e mail, che troverete nel profilo.

..........................



“La natura, da sola, ama nascondersi”, dice Eraclito.
Ed ecco allora l’importanza del giardino, quale sua manifestazione coltivata.
Per conoscere se stessi nel giardino del mondo, è necessario esserci
fisicamente, nel mondo. Dove sei rivela chi sei.
Il giardino esige la mente. La mente di chi lo progetta, la mente di chi lo pota,
la mente di chi perlustra la natura alla ricerca di materiali utili all’allestimento.
Differenti modalità di pensare e costruire il giardino manifestano
esigenze umane e spirituali diverse.
Come l’opus dell’alchimia, i giardini sono un’opera fatta con materiali naturali,
ma che non è soltanto naturale.
L’alchimista era chiamato “artifex”, e il giardino è artificiale.
E’ progettato e curato in modo che conservi “un’artificialità” che imita la natura…
Nell’interesse di cosa? Nell’interesse dell’anima.
"Facciamo giardini per fare anima, per portare l’anima fuori dal suo
nascondimento, per consentirle di mostrarsi".


Giardino d' Estate

Mi dicevi :
“vorrei una crosta di terra
per piantarci i miei sogni “
E or t’addormenti bambina
nel giardino d’estate,
con il sole che gioca fra rami
e farfalle…
Mentre coltivi
cammini nel tempo
svelando,
la tua dolce natura.
………………………
Ritama, 3.9-2010
Dedicata alla Giardiniera : Marina Ceccarini, di cui segue il video da lei realizzato.

giovedì 29 luglio 2010
Le fumigazioni di vapore vaginali, oggi in assoluto disuso, erano invece eccezionali metodiche per ridurre gli effetti di patologie quali, ad esempio, la Candida albicans e il Tricomonas.
Un tempo si usavano: Malva, Camomilla e Calendula, a cui si potevano aggiungere anche Elicriso fiori e Lavanda fiori. Queste piante sono sempre state particolari alleate per il mondo femminile di ogni età.
Si procedeva in questo modo:
si preparava un decotto con un litro e mezzo circa di acqua a cui si aggiungevano -a freddo- un pugno di Malva fresca, Camomilla (3 bustine, se reperite in erboristeria) e un pugno di Calendula ( fiori e foglie fresche ), si portava a ebollizione per la durata di una decina di minuti e poi si versava il tutto in una bacinella. Quindi, si poneva la bacinella in terra, (o su una seggiolina), si ci avvolgeva un grande asciugamano intorno alla vita e si lasciavano salire i vapori…pian piano, evitando l’eccessivo calore per non “scottarsi”.. Ci si posizionava sulla bacinella fumante per la durata di circa 15 minuti.
Si usava tale pratica ogni mese alla fine del mestruo e si ripeteva ogni volta che se ne sentiva la necessità. Nei casi di disturbi più insistenti, si poneva nel decotto un pizzico di bicarbonato, e con acqua e bicarbonato F.U, reperibile in farmacia, si usava lavarsi ogni giorno, come prevenzione e igiene delle parti intime.
Il solo ‘fumento’ di Malva era utile, per tutti, anche in caso di emorroidi.
Studi sul bicarbonato e Candida albicans sono stati presentati dall’oncologo dott. Simoncini.
(a tal proposito ricercare nel web ulteriori informazioni)
..................
lunedì 21 giugno 2010


Buon Solstizio d’Estate del tempo nuovo,
ciò che non si raccoglie fuori
è dentro,
come Oro…
Raccoglier sempre lo potrai..

Se Sol tu lo vorrai
......
(himma)